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DUE ACCORDI PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

DUE ACCORDI PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

 

Care  compagne, cari compagni,

vi comunico che abbiamo ritenuto di siglare l’ipotesi di accordo sulla sequenza contrattuale per l’EGR, dichiarando a verbale la necessità per la Flc di procedere a quanto previsto dal nostro statuto.

La ragione che ci ha spinto è stata, in primo luogo quella,a lungo dibattuta nella riunione della SdC dell’8 luglio scorso, che nelle situazioni critiche – soprattutto di grandi enti – che molti di voi hanno rappresentato, il maggior costo lavoro produrrebbe o aggraverebbe il rischio occupazionale, ed in secondo luogo perché dopo una lunga discussione, è stato evidente che non avremmo spuntato alcuna modifica significativa dell’impianto che le altre organizzazioni erano determinate a firmare da subito, anche con percentuali di riferimento inferiori.

Nella fase precedente alla trattativa avevamo tentato di convincere la Uil che aveva redatto una proposta che partiva già dalla percentuale del 22,5% della retribuzione tabellare mensile vigente all’1/10/2012 per il valore dell’ “Una Tantum” per convincerlo a partire unitariamente dalla ipotesi alternativa di tenere la massima percentuale (45%), eventualmente sottoscrivendo un indirizzo comune per ipotesi derogatorie sulle crisi conclamate e certificate, ma siamo rimasti distanti. Riguardo all’indirizzo comune, separato dal testo dell’accordo, Macro lo escludeva come possibilità, ameno di non inserirlo già nell’articolato, ipotesi che non potevamo condividere, giudicandola pericolosa in quanto avrebbe legittimato ulteriori aperture di crisi.

In trattativa la discussione e partita con una dichiarazione della Flc per la questione procedurale e per i “vizi di comunicazione”, dopo la quale la Uil seguita da tutti gli altri ha avanzato la proposta (22%) sulla quale non concordavamo. Abbiamo sottolineato la necessità di riaprire la discussione, ricapitolato il percorso contrattuale che aveva portato alla definizione dell’articolato in questione e della percentuale massima da destinare all’una tantum come Elemento di Garanzia Retributiva.

I datori hanno replicato a partire dalla descrizione delle criticità dei sistemi regionali (per la verità a noi note, ad eccezione della rappresentazione di quelle del Lazio, delle quali le nostre informazioni sono leggermente diverse da quelle “più drammatiche” fornite da Armenti di Cenfop, e subito confermate dalla Cisl), per presentare la loro proposta di “congelamento” dell’istituto sine die o “fino al termine delle criticità principali in alcune regioni”.Questo avrebbe prodotto una grave ricaduta perché avrebbe fatto rientrare il costo dell’ “Una tantum” nel periodo che dovrà essere oggetto del prossimo rinnovo contrattuale.

Di fronte alla loro proposta abbiamo chiesto una interruzione, per discutere la posizione sindacale, e Uil, Cisl e Snals hanno subito sostenuto (anche con lo sviluppo di alcuni calcoli), che sarebbero stati disponibili a sottoscrivere anche percentuali molto più basse, pur di firmare l’accordo.

Dopo una rapida disamina della possibilità del congelamento e delle sue implicazioni negative, abbiamo ripreso la discussione in plenaria, arrivando all’ipotesi del 18%della retribuzione tabellare mensile vigente all’1/10/2012 per ilvalore dell’EGR.

È stata accolta la nostra proposta di parlare della quota dell’una tantum per livello, evitando qualsiasi riferimento a deroghe, escludendo la possibilità del congelamento e introducendo invece la salvaguardia delle contrattazioni già effettuate e di quelle in corso, ferma restando la data ultima di applicazione della una tantum al 31 dicembre 2013.

Nella stessa occasione abbiamo chiuso l’accordo sulla produttività, con le modifiche da noi richieste, in particolare per il punto c) dove abbiamo inserito che restano ferme le previsioni dell’art. 4 della L. 300/70.

Vi informo, inoltre, che il capo delegazione datoriale Bernasconi ci ha rappresentato la sua preoccupazione per le previsioni dell’articolo 6 del testo attuale del decreto 76, che, intervenendo sulla percentuale di flessibilità per il terzo anno dei professionali, a suo dire “istituzionalizzerebbe la sussidiarietà integrativa a discapito di quella complementare” e ci ha comunicato che gli enti,in particolare l’area Enaip / Acli stanno premunendosi e facendo presentare un emendamento al decreto.

In allegato il testo dell’Ipotesi di accordo, che vi metto a disposizione, che pur non essendo un “ottimo accordo” consente in molti territori di tenere sul piano occupazionale,non aggravando le crisi esistenti, ma, al tempo stesso, non introduce deroghe né consente “contrattazioni di prossimità”, e consente esclusivamente la determinazione di eventuali rateizzazioni in sede di contrattazione regionale e/o di ente, fermo restando il limite del 31 dicembre 2013 per l’erogazione dell’EGR.

Sull’accordo vi invito a manifestare formalmente a mezzo e-mail il vostro parere, che assumeremo per arrivare alla firma definitiva. Con questa procedura, che ci permette di evitare una riunione del comparto a brevissima scadenza, la partecipazione alla quale, dato il periodo, potrebbe risultare difficile per molti di Voi, potremo procedere alle determinazioni del caso.

Vi allego, inoltre, il testo dell’accordo quadro nazionale sulla detassazione.

Cordialmente,

Giovanni Lo Cicero

 

 

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Giovanni Lo Cicero
FLC CGIL – Comparto nazionale formazione professionale

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